Etichetta Made in Italy: cosa significa per legge

Etichetta Made in Italy: cosa significa per legge

Per molti acquirenti la scritta Made in Italy è l'argomento principale a favore di un prodotto italiano. Non è però un marchio di qualità né una certificazione: è l'indicazione del paese di origine, e ha regole giuridiche precise. In questa guida spieghiamo come si determina l'origine dei capi nell'UE, in cosa «100% Made in Italy» differisce dalla dicitura normale, cosa rischia chi indica un'origine non corretta e come verificare che un prodotto sia davvero fatto in Italia. È una panoramica per buyer, non una consulenza legale: nei casi dubbi rivolgetevi a uno spedizioniere doganale o a un avvocato.

Come si determina il paese di origine nell'UE

Per l'origine non preferenziale nell'UE vale il Codice doganale dell'Unione. Se alla produzione hanno partecipato più paesi, la merce è originaria del paese in cui ha subito l'ultima trasformazione sostanziale ed economicamente giustificata, che ha dato un prodotto nuovo o una fase importante della lavorazione. Per alcuni gruppi di prodotti, abbigliamento compreso, il regolamento delegato al Codice prevede regole specifiche per voce doganale. Per i capi di abbigliamento il paese di origine è di norma quello in cui il capo è stato interamente confezionato: tagliato e cucito. Il paese in cui è prodotto il tessuto, da solo, non determina l'origine del capo finito. La regola esatta dipende dalla voce del codice HS, quindi per un articolo specifico conviene verificarla con uno spedizioniere doganale.

La dicitura Made in Italy è obbligatoria?

All'interno dell'UE indicare il paese di origine sui capi di abbigliamento, di norma, non è obbligatorio. Il Regolamento UE 1007/2011 sull'etichettatura dei prodotti tessili impone di indicare la composizione fibrosa, ma non richiede il paese di origine. La regola però è semplice: se il produttore sceglie di indicare l'origine, questa deve essere veritiera e non ingannare il consumatore. Inoltre i requisiti dipendono dal mercato di vendita. Diversi paesi importatori, per esempio gli Stati Uniti, richiedono in via generale la marcatura del paese di origine sulle merci importate. Prima di ordinare le etichette, verificate quindi i requisiti del paese in cui venderete e la formulazione ammessa. Se vendete in più paesi, seguite i requisiti più severi.

Cosa si rischia con un'indicazione falsa o fallace

In Italia l'indicazione di origine falsa o fallace è vietata per legge (articolo 4, comma 49 della legge n. 350 del 2003 e successive modifiche). Non si tratta solo della scritta Made in Italy su un prodotto fabbricato altrove, ma anche di segni, bandiere e diciture che inducono l'acquirente a credere in un'origine italiana. Le conseguenze possono includere il sequestro della merce in dogana, sanzioni e responsabilità penale, a seconda delle circostanze. Per il buyer il rischio principale è pratico: la partita può essere bloccata all'importazione o all'esportazione e la reputazione del marchio ne risente. Per questo non apponiamo mai Made in Italy su merce non prodotta in Italia e consigliamo ai clienti di non chiederlo ai fornitori.

100% Made in Italy: una formula più rigorosa

Regole a parte valgono per diciture come «100% Made in Italy», «100% Italia», «tutto italiano» e simili. Secondo l'articolo 16 del decreto-legge n. 135 del 2009 (convertito dalla legge n. 166 del 2009), un prodotto si considera interamente realizzato in Italia se disegno, progettazione, lavorazione e confezionamento sono avvenuti esclusivamente sul territorio italiano. L'uso di queste formule al di fuori di tali condizioni è punito più severamente della normale indicazione falsa. Per il buyer significa che «100%» non si aggiunge per marketing: la fabbrica deve confermare che l'intero ciclo si è svolto davvero in Italia. La semplice dicitura Made in Italy resta invece ammessa anche per i capi che in Italia hanno subito l'ultima trasformazione sostanziale secondo le regole doganali.

Cos'altro deve riportare l'etichetta

Oltre all'origine, sui capi destinati al mercato UE va indicata la composizione fibrosa, in percentuale e con le denominazioni ufficiali del regolamento 1007/2011, nella lingua del paese di vendita. I simboli di manutenzione nell'UE sono formalmente volontari, ma di fatto acquirenti e catene li danno per scontati. Da dicembre 2024 si applica il regolamento UE sulla sicurezza generale dei prodotti (GPSR): sul prodotto o sull'imballo devono comparire i dati per identificarlo e i contatti del fabbricante o della persona responsabile. Se vendete fuori dall'UE, lingua, composizione ed etichettatura dipendono dal paese di destinazione, a volte più esigente di quello europeo. Conviene approvare il layout dell'etichetta prima di avviare la produzione, non rifarlo sulla partita finita.

Come verificare che il prodotto sia davvero italiano

La scritta in etichetta non è ancora una prova. Chiedete al fornitore dove viene cucito esattamente il modello, nella propria fabbrica o presso un terzista, e fatevi dare l'indirizzo di produzione. La verifica migliore è una visita al laboratorio mentre confeziona la vostra partita, di persona o in videochiamata. Informatevi anche sulla provenienza di tessuto e accessori: non cambia l'origine del capo, ma conta per la comunicazione verso i vostri clienti. Negli showroom all'ingrosso di Prato l'assortimento può essere misto, quindi l'origine va chiarita modello per modello. Noi verifichiamo le fabbriche sul posto e controlliamo le etichette durante il controllo qualità; se un prodotto non è fatto in Italia, l'etichetta deve indicare il paese reale.

Verifica dell'etichetta prima dell'ordine

  • Scoprite dove il modello viene tagliato e cucito e ottenete l'indirizzo di produzione
  • Non usate «100% Made in Italy» senza la conferma dell'intero ciclo in Italia
  • Verificate i requisiti di marcatura d'origine nel paese di vendita
  • Indicate la composizione in percentuale nella lingua del paese di vendita
  • Aggiungete i dati del fabbricante o della persona responsabile secondo il GPSR per l'UE
  • Approvate il layout dell'etichetta prima di avviare la produzione
  • Controllate le etichette durante l'ispezione prima della spedizione

Vi aiutiamo con etichette e verifica della fabbrica

Verifichiamo dove viene davvero confezionato il vostro ordine, concordiamo le etichette con la fabbrica e controlliamo la marcatura prima della spedizione. Scriveteci in chat o via email.

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