Acquisti in Italia senza IVA per l'export fuori dall'UE

Acquisti in Italia senza IVA per l'export fuori dall'UE

L'aliquota IVA ordinaria in Italia è del 22%, e su una partita all'ingrosso è una cifra importante. Quando la merce esce dall'UE, l'IVA italiana di norma non si applica o viene rimborsata, ma solo se si rispettano le condizioni e i documenti sono corretti. In questa guida vediamo come funziona per le aziende e per gli acquirenti privati. Le regole fiscali cambiano, quindi considerate il testo un orientamento e verificate i dettagli con un commercialista o uno spedizioniere doganale.

La regola generale: export senza IVA italiana

Secondo la normativa italiana (articolo 8 del DPR 633/1972) le cessioni di beni esportati fuori dall'UE sono non imponibili IVA: il venditore emette fattura senza imposta con l'indicazione della non imponibilità. Non è però un'agevolazione automatica. Il venditore risponde del fatto che la merce abbia davvero lasciato il territorio doganale dell'UE e deve dimostrarlo con documenti. Senza questa prova l'amministrazione fiscale può recuperare l'IVA a suo carico, ed è per questo che i fornitori italiani prestano molta attenzione a come avviene la spedizione. Per il buyer la conclusione è semplice: chiarite con il fornitore chi esporta la merce e come, prima del pagamento, e concordate in anticipo se la fattura sarà con o senza IVA.

Esportazione diretta: spedisce il venditore o il suo spedizioniere

Lo schema più trasparente: il venditore (o uno spedizioniere su suo incarico) presenta la dichiarazione di esportazione e spedisce la merce al cliente fuori dall'UE. La dichiarazione riceve un numero MRN e, dopo l'uscita effettiva della merce, la dogana conferma elettronicamente l'avvenuta esportazione. Questa conferma è la prova dell'export per il venditore. In questo schema la fattura viene di solito emessa subito senza IVA. Quando consolidiamo ordini di più fornitori, organizziamo la spedizione tramite un rappresentante doganale, raccogliamo fatture e packing list e verifichiamo che i dati della dichiarazione corrispondano ai documenti di ciascun fornitore. Così tutte le parti conservano la prova dell'uscita e voi riducete il rischio che un fornitore vi chieda in seguito di pagare l'IVA.

Se la merce la porta fuori l'acquirente

Se l'acquirente estero ritira la merce da sé o la fa trasportare da un proprio vettore, la legge ammette comunque la cessione senza IVA, ma a condizioni più rigide: di norma la merce deve lasciare l'UE entro 90 giorni dalla consegna e il venditore deve avere la prova dell'uscita. In questa situazione molti fornitori preferiscono fatturare con IVA e rimborsarla una volta ricevuta la prova, oppure lavorano solo con IVA. È una prassi legittima, non una mancanza di fiducia nei vostri confronti. Se pensate di ritirare la merce voi stessi, concordate prima con il fornitore lo schema, quali documenti dovete restituirgli ed entro quando.

Tax free per turisti: solo acquisti personali

Il tax free è una procedura distinta, riservata a privati residenti stabilmente fuori dall'UE, e riguarda beni per uso personale, non partite commerciali. Secondo le regole vigenti gli acquisti nello stesso negozio devono superare i 70 euro e la merce va portata fuori dall'UE entro il termine previsto (di norma entro la fine del terzo mese successivo a quello dell'acquisto). Il negozio emette una fattura tax free elettronica, che la dogana vista all'uscita dall'UE tramite il sistema OTELLO; da luglio 2026 è in uso una versione aggiornata del sistema, quindi verificate la procedura attuale con l'operatore del rimborso. Il rimborso arriva dal negozio o dall'operatore, di solito al netto di una commissione. Per un acquisto all'ingrosso questo meccanismo non è adatto.

Dazi e imposte nel paese di destinazione

L'assenza di IVA italiana non significa che la merce entri nel vostro paese senza imposte. All'importazione si pagano di norma un dazio e l'IVA locale o un'imposta analoga. L'aliquota del dazio dipende dal codice doganale (HS) della merce, dal paese di origine e dagli accordi in vigore; per esempio negli Emirati Arabi Uniti si applica un'IVA del 5%, mentre in Russia, Bielorussia e Kazakistan valgono le regole dell'Unione economica eurasiatica. Il valore in dogana si calcola di solito sul prezzo della merce comprensivo del trasporto. Prima di ordinare, chiedete a uno spedizioniere doganale nel paese di destinazione di calcolare i diritti sui vostri codici HS: spesso incide sui conti dell'acquisto più dello sconto del fornitore. Meglio avere questo calcolo prima di firmare l'ordine.

Quali documenti conservare

Per ogni spedizione dovete avere un set completo: fattura commerciale con descrizione, quantità, prezzo e composizione della merce; packing list con pesi e numero di colli; dichiarazione di esportazione con numero MRN; documento di trasporto (lettera di vettura aerea, CMR o polizza di carico). A seconda del paese di destinazione può servire un certificato di origine: quello non preferenziale rilasciato dalla Camera di commercio oppure un documento preferenziale, se tra l'UE e il vostro paese è in vigore un accordo commerciale. Conservate i documenti insieme alla corrispondenza sull'ordine. Prima di ogni spedizione verifichiamo inoltre che merce, destinatario o destinazione non rientrino nelle misure restrittive dell'UE: spedizioni di questo tipo non le organizziamo.

Prima di pagare una partita da esportare

  • Concordate con il fornitore se la fattura sarà con o senza IVA
  • Stabilite chi gestisce esportazione e trasporto
  • Controllate che la fattura riporti composizione, quantità e prezzo
  • Ottenete il numero MRN della dichiarazione di esportazione
  • Fate calcolare da uno spedizioniere dazi e imposte nel vostro paese
  • Verificate se serve un certificato di origine
  • Non usate il tax free per partite commerciali

Organizziamo l'export senza rischi fiscali inutili

Concordiamo con i fornitori lo schema di spedizione, prepariamo fatture e packing list, gestiamo l'export tramite un rappresentante doganale e vi inviamo tutti i documenti.

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